Storia del CAV

Nascita del Centro di Aiuto alla Vita di Faenza (1982)

Dopo il referendum sull’aborto nasce anche a Faenza, come in molte altre città d’Italia il CENTRO DI AIUTO ALLA VITA (CAV) promosso dal CIF (Centro Italiano Femminile) che offre la propria sede nel centro di Faenza.

Legge 194

Sin dall’inizio, scopo del CAV è quello di piena attuazione della prima parte della stessa legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza.

“LO STATO… RICONOSCE IL VALORE SOCIALE DELLA MATERNITA’ E TUTELA LA VITA UMANA DAL SUO INIZIO… INFORMANDO LA DONNA IN STATO DI GRAVIDANZA SUI DIRITTI A LEI SPETTANTI… E SUI SERVIZI SOCIALI, SANITARI ED ASSISTENZIALI OFFERTI DALLE STRUTTURE OPERANTI SUL TERRITORIO… ATTUANDO DIRETTAMENTE O PROPONENDO ALL’ENTE LOCALE COMPETENTE O ALLE STRUTTURE SOCIALI OPERANTI NEL TERRITORIO SPECIALI INTERVENTI QUANDO LA GRAVIDANZA O LA MATERNITA’ CREINO PROBLEMI… CONTRIBUENDO A FARE SUPERARE LE CAUSE CHE POTREBBERO INDURRE LA DONNA ALL’INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA…”

Casa di Accoglienza (1986)

Nel 1986 il Vescovo di Faenza, mons. Francesco Tarcisio Bertozzi, offre al CAV di Faenza la ex Canonica di San Savino, in Corso Mazzini 150, per allestire la sede ed una struttura di accoglienza per donne in difficoltà davanti ad una gravidanza.

Dal 1996 al  1999 la casa di accoglienza ha ospitato 32 mamme e 37 bambini

Reti di relazioni

Forti del convincimento dell’importante valore sociale della maternità e persuasi che interventi COMPETENTI BEN COORDINATI ed INDIVIDUALIZZATI possono aiutare in qualche modo chi è in difficoltà con tutte le responsabilità che la presenza dei bimbi piccoli comporta, i volontari del CAV perseguono il dialogo con tutte le strutture pubbliche e private del territorio offrendo e ricevendo risorse in un’ottica di ascolto di diverse posizioni, rispetto, collaborazione e scambio.

Con questa metodologia il CAV aiuta moralmente e concretamente mamme in attesa offrendo gratuitamente e con riservatezza colloquio, consiglio, sostegno e assistenza.

Il CAV diventa una risorsa del territorio strumento di aiuto per la maternità.

Anni Novanta

L’evoluzione profonda della società porta il CAV a misurarsi con nuove realtà e nuovi stili i vita.

L’aiuto alle maternità segue nuovi bisogni dettati da fenomeni emergenti come l’immigrazione, le nuove povertà, la ricerca di senso tipica di una società in rapida trasformazione.

Aumentano i nuclei familiari con figli in tenera età che si rivolgono al CAV per aiuti concreti (abbigliamento, carrozzine, lettini, pannolini…), di supporto (casa, lavoro, diritti sindacali e di legge, baby-sitting…), di sostegno psicologico (consulenze, pareri, ascolto, mediazione familiare…).

Una primula per la vita (1996)

Nel 1996 nasce l’iniziativa di fondamentale importanza per il finanziamento del CAV

UNA PRIMULA PER LA VITA

Le parrocchie della città e del forese della diocesi di Faenza Modigliana si mobilitano durante la prima domenica di febbraio, Giornata per la Vita, per allestire banchetti pieni di primule colorate, raccogliendo offerte per le attività del CAV.

Progetto Gemma

Fra le iniziative del Centro di Aiuto alla Vita di Faenza riveste particolare importanza il “Progetto Gemma” ovvero l’adozione prenatale a distanza di una mamma con il suo bambino.

La proposta di adozione è rivolta a singoli, gruppi e associazioni sensibili al valore della tutela della maternità.

Fino adesso sono state adottate tramite il CAV faentino molte mamme da ogni parte d’Italia.

Nuovo Millennio

Il CAV si mobilita per stare al passo con i tempi. É membro attivo della Consulta Faentina delle Associazioni di Volontariato e dell’Associazione Per gli altri Centro di Servizio per il Volontariato di Ravenna. Collabora ai piani di zona dei Servizi Sociali del territorio e allarga le reti di relazione con Enti pubblici e privati.

Si munisce di strumenti culturali, tecnologici e legali per interagire in una società complessa e articolata.

Fondo Primavera (2003)

É la nuova iniziativa del CAV che offre il servizio di baby-sitting per le emergenze delle mamme in difficoltà con il lavoro.

Nuovi orizzonti

Il sentimento di gratuità che una larga fetta della popolazione faentina manifesta sostenendo concretamente l’attività del Centro di Aiuto ala Vita dimostra disponibilità nella difesa della maternità e speranza nel futuro.

Anche attraverso il lavoro dei volontari del CAV tale sentimento si può trasformare gradualmente in reciprocità, impegno interpersonale teso a creare reti di relazioni significative che uniscono e fanno crescere tutto il tessuto sociale nel rispetto delle diversità.